The hunting party

Non mi sono mai sentito solo in questo viaggio. Pur avendo altre intenzioni, ho incontrato lungo la strada persone che mi hanno tenuto compagnia e che non mi hanno mai fatto sentire fuori luogo, in un posto dove non ero mai stato prima.
Persone mai incontrate prima che si fanno in quattro per aiutarti… persone che incontri nella giungla ad un estremo della Cambogia e che ritrovi casualmente poi all’altro estremo… Persone che conosci sul bus e poi diventano compagne di viaggio in una città fantastica.. Persone con cui hai immediatamente un feeling pazzesco e diventano una delle cose più belle da ricordare e custodire…

Viaggiare da soli non significa essere soli. Significa cercare nuove mete, esplorare nuovi orizzonti, fuori nel mondo e dentro noi stessi.
Non è solo mettersi in gioco: è avere il coraggio di esplorare parti intime di noi stessi che ruggiscono, che vogliono uscire, vogliono mettersi faccia a faccia con te e darti nuovi occhi, con il quale guardarti attorno, con i quali guardarti e basta.

È l’entusiasmo che muove le dita, che fa fuoriuscire le parole, ma voglio imprimerle per ricordarmi le emozioni che mi hanno guidato fino a questo momento, voglio lasciar traccia per poterlo rileggere e non dimenticare cosa mi ha dato tutto questo tempo passato con lo zaino in spalla.

Non vorrei smettere. Ormai mi diverto a contrattare sui prezzi, ho capito il meccanismo e ho capito che tutti ci provano gusto. È un modo di fare che ho nel sangue, bastava scoprirlo.
Come ho scoperto che è piuttosto normale avere di primo acchito una faccia, un’espressione poco raccomandabile. Ma che basta un sorriso per cambiare opinione sulle prime impressioni.
Ho imparato in mezzo alla foresta quali sono le mie vere origini, camminando, ascoltando e chiedendo. In un posto in cui non lo avrei mai detto, da una persona da cui non mi sarei mai aspettato nulla di tutto ciò.
Ho capito che c’è un equilibrio tra le cose, e che per trovarlo è meglio essere positivi, perché perderlo è facile, ritrovarlo altrettanto se non cediamo e non guardiamo sotto la corda, verso il basso.

Mettersi in gioco paga. La ricompensa a volte non è immediata. A volte nemmeno tangibile. Ma qualcosa dentro cambia. Qualcosa lo guadagni, qualcosa si fa spazio dentro di te, perché accogli una nuova emozione, scopri nuove sfaccettature di te stesso e vivi con consapevolezza nuovi processi di crescita. E non vorresti mai porvi fine.

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