Boulevard of broken dreams

Così come era iniziato, così doveva finire. Con un bel ritardo di 5 ore. C’è da dire che a livello organizzativo è stato tutto un work in progress il viaggio, a partire dalla prima notte.
Tuttavia si sorride alle avversità, ed in un modo o nell’altro ho sempre trovato qualche aspetto positivo. Tranne quando l’atm si è mangiata la mia carta di credito, lasciandomi senza soldi, né effettivi né virtuali, nel bel mezzo della mia avventura, fermo nella capitale con il denaro sufficiente solo per una notte in ostello.
Che, a dirla tutta, ho sempre osteggiato per il semplice fatto che preferisco avere i miei spazi e la mia privacy, nonché la tranquillità di non dover sempre tener d’occhio la mia roba. Devo comunque ammettere che è stata una bella esperienza, ho conosciuto un ragazzo austriaco veramente simpatico ed un vecchio rompipalle fuori dal mondo.
In ogni caso, rompendo le palle assai, il giorno dopo sono riuscito a risolvere la cosa, avendo quindi la possibilità di continuare il viaggio verso Siem Reap.
Dove, ovviamente, la guesthouse che avevo prenotato non aveva più la stanza per me, indi per cui mi sono spostato verso un hotel piuttosto infimo, il cui unico vantaggio era la vicinanza al centro, per cui potevo arrivarci tranquillamente a piedi, risparmiandomi il tuk tuk.
Giusto per avere un quadro più dettagliato della cosa, tornare a Phnom Penh è stata un’altra avventura perché il bus che doveva portarmici si era rotto, motivo per cui è stato allestito in fretta e furia un altro bus, di un’altra compagnia, che ovviamente aveva un’altra stazione d’arrivo, lontana dalla guesthouse che avevo prenotato in base alla vicinanza della stazione originaria.
Indi per cui, via di zaino in spalla per una ventina di minuti a cercarla, giusto perché ero a corto di soldi per un tuk tuk e dovevo star là solo una notte. Quei venti minuti mi hanno dato la possibilità di maturare l’idea di quanto sia utile avere uno zaino, piuttosto che un valigione. E rendermi anche conto che girare per città non mi intimoriva più.
Per finire questo bel ritardo di cinque ore, che mi hanno fruttato un rimborso di 50 euro e un menù piuttosto generoso al ristorante. Niente di che, ma piuttosto che nulla…

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